Enemy – Stritolati da ragnatele invisibili
“È impossibile non avere nemici che non nascono dalla nostra volontà di averli ma dal loro irresistibile desiderio di avere noi.” Enemy (2013), prima pellicola in lingua inglese di Denis Villeneuve, è un film segnato da viscerali contrasti. Un vortice di follia lynchiana in cui si scontrano Adam Bell, docente universitario di Storia, e Anthony Claire, attore relegato a ruoli secondari. Entrambi interpretati da un camaleontico Jake Gyllenhaal , condividono non solo il medesimo aspetto fisico esteriore, ma anche tratti profondamente identitari come il timbro vocale o le cicatrici sul ventre. Da qui l’immediato parallelo con Fight Club e una lettura di stampo freudiano: un uomo, soffocato dai costrutti morali e dittatoriali della società (il Super-Io), si scinde tra Io (Adam, razionale e asservito) ed Es (Anthony, il bradpittiano Tyler Durden, realizzato e spavaldo). Tuttavia, il film non permette una distinzione così netta. Il montaggio parallelo e la scrittura, sempre in d...