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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Locke, la recensione: demolizione di fondamenta esistenziali

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  È nel tempo di un semaforo rosso che Ivan Locke prende la decisione più importante della sua vita. Il ticchettio intermittente della freccia, una luce verde che tarda ad accendersi, i lampioni sfuocati. Per poi partire e non tornare più indietro. Inizia così un lungo viaggio in autostrada verso Londra, alla vigilia di una cruciale giornata di lavoro: la più grande colata di cemento mai gestita nella sua carriera. Lo spettatore siede accanto a lui, nel posto del passeggero della sua BMW, e diventa testimone silenzioso di una raffica crescente di telefonate: Bethan, la donna che lo aspetta in ospedale per il parto a cui ha promesso di assistere; la moglie Katrina, che viene a conoscenza del suo tradimento; i due figli che lo attendono a casa per vedere insieme la partita; Garreth, il capo cantiere, che scopre che Ivan non sarà al lavoro l’indomani; Donal, l'operaio a cui viene affidata la delicata gestione di ogni preparativo in sua assenza.  Insomma, il secondo lungometraggio...